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    07 januari

    Info di Servizio

    wela! buon anno bla bla bla bla e convenevoli finiti! oggi è lunedì e si torna a trottare.
    Una piccola info a tutti coloro che tengono aggiornato il proprio software. Attenzione ad installare il Service Pack 3 di Microsoft Office 2003!
    Vi riporto quando scritto in un articolo tratto da "HwUpgrade":

    "L'installazione del più recente service pack per Office 2003 nasconde una sgradevole sorpresa: installando tale aggiornamento Office 2003 non permetterà più di aprire file creati con versioni precedenti o con suite di terze parti. Coinvolti loro malgrado in questo inconveniente anche i documenti di Lotus Notes o creati con le suite di Corel.

    Microsoft si giustifica affermando che la scelta è stata fatta all'insegna della sicurezza: i vecchi formati, secondo la casa di Redmond, non offrirebbero le sufficienti garanzie. Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.

    Purtroppo non è prevista alcuna procedura di disinstallazione per il terzo service pack di Microsoft Office e, quindi, per gli utenti vi sono poche speranze di poter aprire vecchi file. Microsoft ha pubblicato un metodo attraverso il quale è possibile ovviare al problema: è previsto l'accesso al registro di sistema e la modifica manuale di alcuni parametri.

    Il metodo appena citato non è certo alla portata di tutti: amministratori di sistema o utenti esperti non avranno problemi nel seguire tali indicazioni ma tale soluzione non è certo consigliabile all'utenza comune. BetaNews.com offre un'ampia descrizione del problema."

    Questo è il link relativo alle modifiche da apportare al registro: http://support.microsoft.com/kb/938810/en-us

    Non fatemi domande, non ho ancora analizzato niente di quanto scritto ma a me sembra una palese mossa commerciale mal celata come sempre. Ora mi rimetto al lavoro!

    Ciao bella gente!



    Riferimento alla pagina da cui ho estratto l'articolo: HWUpgrade

    Riferimento alla pagina Microsoft per modificare il registro


    30 december

    Ipse Dixit

    ...."Alberto con un ctrl alt canc può rovinarti la giornata"......
    10 november

    Nuovo Valentino Rossi

    SIGNORE E SIGNORI,
    HO L'ONORE DI PRESENTARVI IL NUOVO
     
    VALENTINO ROSSI!!!!!!!!!!!!!
    è già in pista a provare le nuove gomme ed i tempi presi dicono che Stoner avrà un avversario molto duro!!!!
     
    Marco
    29 september

    Allenamento da Motociclista

    Volete sapere l'allenamento di un campione di Motociclismo? Ascoltate Haga!!!
     
     

      

    Ora capisco perchè non riesco a prendere in mano neanche una bicicletta......

    23 september

    nuove foto!!!

     arrivate un po' di foto nuove delle vacanze e le prime foto delle serate in disco!
    alcune foto sono eliminate e nascoste....... :-D
    Inutile dire che il tasso alcolico fosse leggermente alto... del resto nessuno doveva guidare... che ridere.... che avventure gente!!!
     Meglio non dire niente altro... la più bella vacanza mai fatta!
    Voglio tornare al Kasbaaaaaaa!!!!!!!!!
    17 september

    Redwest - Trinity

    Tributo ad Axel... ecco il socio chitarrista alle prese nel far west... tanto per cambiare... MANGIA!!!!
     
     
     
    16 september

    Alfista....

    Non credevo potesse essere vero che una automobile potesse cambiare una persona ma mi sono dovuto ricredere da quando anch'io posso fregiarmi del titolo di Alfista. L'Alfista è stata sempre una persona strana come descritto in questro brano che cito da pagine70: "Quella degli alfisti è sempre stata una categoria strana, paradossalmente orgogliosa anche dei difetti delle loro vetture e quasi sempre dotata di serie di un odio atavico verso chi preferiva posare le terga su comodi e lussuosi sedili in panno Lancia o su proletari vinilpelle Fiat, per non parlare di chi sceglieva una pepata bavarese!
    Essere alfista non voleva solo dire possedere una macchina, ma adottare uno stile di vita scandito dall'indimenticabile e glorioso rumore del Bialbero per eccellenza, facendo propria una guida "maschia" fatta di funambolici controsterzi, fuorigiri e derapate fumanti come nei film polizieschi di quegli anni, dove c'era sempre una Giulia o una 1750 o una Alfetta impegnata in impossibili inseguimenti!"
    Da quando  posseggo la mia 147 mi sto accorgendo della mia somiglianza con Paolo Bitta: anche se non vivo dal mio carrozziere, ho pur sempre comprato un fucile, un coltello butterfly e vado in giro a dire che se viaggia sotto i 3000 giri/min, il motore della mia macchina si rovina... Tutta la gente mi guarda e mi dice "hai la 147??? troppo bellaaaaa", "anche tu cedi al richiamo del cuore sportivo...".. "la tua macchia rispecchia il tuo modo di essere... ora tocca a te esserne all'altezza!"... poi con papà che fu progettista motori di quello che fu il reparto corse dell'Alfa... lui verissimo alfista... certe cose sono nel DNA.. toccatemi tutto ma non la mia "nasona" o "perla nera"...si, proprio perla nera perchè oltre ad essere, ovviamente, nera.. "niente è più veloce della Perla Nera"...soprattutto se la guida Jack Sparrow )))

    Il racconto delle vacanze lo farò più avanti... intanto vi lascio le foto a lato... le aggiorno piano piano quando mi arrivano da tutti! Un saluto da Paolo Bitta (ormai mi chiamano così) e da Fabrizio Corona (non ditemi dove ma ormai sono diverse persone che mi dcono di avere una somiglianza... dove lo vedono solo loro....)

     

     
    21 juni

    ooooh.... iniziati i preparativi per il week-end che si prospetta all'insegna di asfalto rovente, gomme calde, benzina, ottani aggiuntivi, olio, cassetta degli attrezzi e pezzi di ricambio!
    Eh si, come già successo, questo week end me lo faccio in pista a correre in minimoto! la pista è ancora da decidere ma penso una piccola qua fuori milano... così ne approfitto per girare un po' ma soprattutto per sistemare la mini che, dopo una rovinosa caduta, ha subito diversi danni ed ora a riparazioni effettuate ha bisogno della prova pista! Eh si, cambiato disco freno posteriore, corona, disco e gomma... praticamente tutto il retro-treno! già che ci sono, mi porto qualche candela di ricambio e soprattutto tre filtri aria di ricambio ed i getti nuovi per il carburatore (dell'orto 16sha) per cercare di ottimizzare la carburazione. Intanto continua la ricerca per una bella marmitta da poter montare... la mia mini è bastarda!!! ha un telaio molto bello ma essendo particolare non è come le altre mini... di conseguenza molte belle marmitte non passano :(
     
    Intanto tra qualche minuto completerò l'ordine per la tuta e se tutto va bene, entro la metà di luglio cambierò mini passando ad una a liquido, cambiando completamente prestazioni e sperando di poter arrivare a sfiorare i 100Km/h con i giusti rapporti ed un bel rettilineo.... anche se so benissimo che sia un sogno raggiungere quella velocità senza una mini italiana. Ma intanto va bene così.... mi basta grattare il ginocchio per bene a terra e rovinare le saponette a dovere!
     
    La tuta è questa qua sotto, che ve ne pare? Tenete presente che in piedi risulta essere larga... in posizione di guida diventa bella stretta!
     
    Ciao belli!
    Alla prossima piega!!!!
     
     
    19 juni

    Salve, dopo oltre due mesi di assenza, rieccomi qua! (e qualcuno potrà pensare che sarebbe stato meglio continuare a stare zitto)
    Le classiche frasi tipo cos'è successo e non successo le evito...
    tre mesi fa, più o meno, si cercava con i due amici storici, qualcosa che potesse servirci da anti-stress... così axel propose la palestra!
    Ci informammo ed inizio la mia nuova vita! Incredibile quanto mi sia legato a questa palestra!
    Ogni giorno sono dentro a pompare pesi che mai avrei pensato di poter alzare! Tutto grazie anche ad Axel che mi stimola e motiva a fare sempre di più! Il bello è che lo vedo sempre come un anti-stress post lavoro! ma i risultati iniziano un pochino a vedersi! spalle e torace hanno aumentato abbastanza il tono e con un'alimentazione finalmente sana, ho perso la bellezza di due buchi di cintura senza accorgemene neanche! Nessuna dieta, nessuna rinuncia! Le mie amiche mi odiano :D
    Alla faccia di chi non mangia ed ha l'ossessione del proprio peso anche quando non dovrebbe!
    Tra l'altro ormai sono diventato Vin Diesel... non so dove sia la somiglianza ma questa è l'ultima novità! altro che rx7 e charger.. qua batte il cuore sportivo italiano!!!!!!
    A presto mitici... non so se abbia un senso quello che ho scritto ma..... affari vostri! ;)
    06 maart

    Mi scoppia la testaaa!!! SCAPPATEEEEEE

    Attenzione a tutti!!!! è caldamente consigliato portarsi alla distanza di sicurezza!La mia testa ha iniziato il conto alla rovescia per l'esposione finale! Oggi ho avuto una di quelle giornate che dimenticherò difficilmente e penso anche i vari responsabili! Giornata in cui si sono sommati una quantità di problemi da far fallire l'azienda! dalle 14 alle 21 non ho combinato assolutamente niente se non rilevare un problema dopo l'altro! Tanto più che il lavoro che avrei dovuto fare io oggi, sarà svolto da un collega domani! A fine giornata ho cominciato ad avere visioni mistiche, visioni in stile sesto senso ed alla fine figure di ffffffffffff a grandezza umana che venivano incontro!!!!! wow inziavo a pensare! chi sa che sensazione avrei potuto provare.... finalmente mi sarei potuto realmente tuffare in una ffffffff gigante!!!! peccato che invece mi sia lanciato di testa contro il muro e mi sia pure fatto male :(
    Da quell'istante mi si sono accesi gli ormoni ed ora non c'è verso di fermarli... non che di solito siano tranquilli... anzi!!!!!! c'è chi in testa ha il chiodo fisso, chi ce l'ha scritto.... io ce l'ho proprio stampata con tanto di nastro registrato che mi chiama!!!!! e non è facile vivere con una fffff in testa che ti chiama ogni istante!!!!
    Non chiedetemi cosa stia scrivendo, sono i postumi di una giornata di lavoro traumatica ed in questo momento sto scrivendo senza pensare e senza capire ne sapere quello che viene digitato!!!!!
    Stasera proprio me ne son stato comodo in casa saltando il mio giorno di pale ma lo recupero domani e poi sono sere in cui nn dormo praticamente mai O_o
    un giorno mi verrà un collasso..... inizio a sentire il bisogno di riposare.... chi mi ospita qualche giorno per un po' di relax???? prometto che cucino io qualche cosa che mi viene particolarmente bene!!!!! il mio magico bacon... una pizza... piattone di raviolini con panna e prosciutto... una bella carbonara...
    no eh?? nn mi ospita nessuno? 'stard.... :D
    09 februari

    Rally Bellagio - Prova Speciale

    Bellagio - Era tutto pronto per assistere alla solita prova speciale notturna. Tutti pronti a vedere i soliti nomi. Invece nella notte, Sparta, motorizzato DareDevil (così chiamata la macchina da un amico), accende un bagliore che sa di rivelazione. Partito tranquillo, passa Lecco in direzione Bellagio, dove inzia una statale insidiosa e "tecnica"; soprattutto quella notte con quella pioggia che rendeva il tutto più complicato. Arrivato sulla statale per Bellagio, scatta la rincorsa al cronometro. Premuto il tastino "asr", disabilitati i controlli elettronici di trazione e stabilità. Pian piano il veterano delle categorie junior, prende confidenza col nuovo mezzo. Iniziano una serie di curve, controcurve e staccate d'altri tempi. Le rilevazioni danno Sparta in testa, incredibile.Si arriva ai tornati. Staccate, piccoli pendoli e via di controllo col motore che urla. C'è feeling. Tutto perfetto. Una guida come non la si vedeva da mesi fino a quella rotonda. In quella rotona qualcosa va storto, il posteriore della vettura sbanda oltre il limite del controllo. Le gomme girano a vuoto. L'auto impazzisce e decide cosa fare, un gioco che mette i brividi. Improvvisamente nella rotonda, l'auto parte e finisce clamorosamente in testa-coda. Una scarica di adrenalina diretta al cuore. Secondi persi. Secondi preziosi. Da quel momento la classifica è restata quella di sempre, i soliti nomi (nell'immaginario Sainz, Toivonen, Loeb) a fare da padroni. Strano avvenimento, l'ultima disavventura simile di Sparta ci porta indietro di quasi un anno. Un anno passato ai massimi vertici con la vecchia auto. Ora, con la nuova, ne vedremo delle belle. Il piedino fatato è rimasto lo stesso di sempre. Spettacolare la coppia del motore e stabilità della vettura. Anche lei, trattata senza pietà.
    Piccola sintesi del tappone notturno.... dopo aver visto i filmati dei campionato del gruppo B negli anni 80, ho dovuto scaricare un po' nervoso...
    Onore a quei piloti. I super-Eroi. Portare vetture da 600cv sullo sterrato e senza controlli elettronici voleva dire avere un pelo sullo stomaco grande come un albero. Avessi solo la metà della loro tecnica... Purtroppo sono solo un appassionato, quanto bravo spetta agli altri dirlo ma assolutamente nella media. Di certo aver saltato con la Y, sullo sterrato, quella notte del 2001 insieme al socio axel, è stato qualcosa che è passato alla storia. Molti mi danno del pazzo... ma in macchina ho molta più testa ed attenzione di molti molti altri.

    Guardatevi un po' di vero rally, altro che l'attuale... cambio sequenziale, controlli a destra e sinistra... c'è più elettronica nelle macchine che nelle stanza della nasa.

    Onore al gruppo B.

    Video 1

    Video 2
    02 februari

    Vero "zanza" milanese

    Stasera mi son capitate sotto mano un po' di foto mentre ravanavo in cassetto alla ricerca della sperduta brugola del 4 per la minimoto...
    Mi è saltata in mano la foto di mio padre da giovane mentre passeggia con due ragazze... questa foto la metto sullo space perchè mi piace da morire!
    E così ho ripensato ad alcune frasi che mi ha sempre detto mio padre e ripensato ai vari racconti che mi sono stati fatti di lui suoi vecchi amici e da lui stesso...
     
    - non bere troppo quando esci.
    mio padre, con gli amici era una spugna! fatto testimoniato più e più volte da vecchi compagni di liceo! tanto che era solito bere mezzo dito d'olio tra un bicchiere e l'altro in modo da poter bere di più e vincere le scommesse.
     
    - quando ti si dice una cosa, devi farla! devi obbedire!
    lui era un mago nel disobbedire. ad otto anni era andato in stazione centrale da solo, aveva cercato di vendere il suo orologio ed è stato bloccato dai carabinieri a cui disse "devo comprare il biglietto per andare dallo zio a La Spezia".
    Altre fughe dal collegio in cui fu mandato per dargli un po' di disciplina senza risulati... dato che il cibo scarseggiava... mio padre si calava dalla finestra del bagno, andava nel campo del contadino, rubava le pere dagli alberi e le riportava anche ai suoi compagni di collegio.
     
    - fai il bravo con le ragazze!
    qua potrei dire di tutto, su quello che ha combinato mio padre... di storie me ne ha raccontate tante ma non so perchè, di questo non mi di raccontare tanto... lo sento più come qualcosa di mio e suo! I suoi racconti terminano con mia mamma e non voglio sapere altro. Però lui è il primo a capire quando nei piani c'è una ragazza e se certe mosse vengono fatte per una fanciulla...
     
    - non mettere mani nella macchina / moto, lascia che sia il meccanico a farlo
    con il suo passato, tenerlo a freno è impossibile... lui che ha progettato per anni i motori del reparto alfa corse tantissimi anni fa, certe cose le ha nel sangue.. così alla prima opportunità è sotto casa a guardare nel cofano della nuova macchina o smontare la "moto"...
     
    - la classica frase: "vai piano in macchina"
    allora... come già detto, mio padre ha lavorato per tantissimi anni in alfa romeo, prima nella meccanica, poi sviluppo e progetto... spostato nel reparto corse fino a capo-progetto motori (autodelta)... tanto che nel motore della vecchia junior c'è il sudore ed anche un po' nella realizzazione del primo motore boxer.
    cosa faceva mio padre???
    "eravamo in pochi a poter accedere ai box di collaudo, dove c'erano i ricambi per le macchine da corsa... così ogni tanto entravamo io ed altri due soci con le nostre macchine con la scusa di doverle sistemare... si si! passavamo giornate a mettere a punto le macchine e magari cambiare qualche pezzo... io (papà) a cercare la regolazione ideale del carburatore doppio corpo della giulia super ("l'auto disegnata dal vento"), l'altro a sistemare il motore della 112 abarth... la notte andavamo sulla statale a vedere chi andava più forte e guidava meglio!" era riuscito a portarla a 190Km/h... ora è una velocità raggiungibilissima da un 1.6 ma si parla di una macchina di quasi 40 anni fa!!!
     
    - fai il bravo allo stadio
    ".....fiorentina - milan... ci siamo dati tante di quelle botte coi fiorentini che me lo ricordo ancora..."
     
    Adoro le due foto che ho messo... soprattutto quella con le due ragazze... cappottone, sigaretta da parte ed espressione di chi la sa lunga!
    nell'altra è l'unico che una posa più "attiva"..da chi deve subito andare, l'unico con le maniche tirate su, il più giovane insomma! quella sopra forte l'occhialata alla poncharello, il ciuffo con 3 kg di "brillantina" e giubbottino tattico, molto più giovanile dell'amico.... "dai, finiamo il bicchierino che ho la tipina che m'aspetta"
    Tale padre, tale figlio? sembra di si....
    Onore al vecchio vero "zanza" milanese!
    01 februari

    Menti malate......

    Molti di voi, anzi tutti tranne due o tre, non capiranno niente, forse spremendo il cervello e sforzandosi di capire oltre ogni significato potranno arrivare al senso delle cose.
    HO DECISO DI FARE IL CONTROLLO QUALITA' DELLE PANETTERIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Come un normalissimo cliente, entro, prendo il numerino e chiedo la pagnotta!!!
    Avrò bisogno dei miei fidatissimi colleghi, che lunedì hanno avuto il piacere di ascoltare le mie innumerevoli caxxate da cui è arrivata questa cosa della panetteria... vale ed alby pugile.

    Poi andremo in borsa a vedere se le varie panetterie spa saranno salite o meno durante le ultime settimane.... e qua io metto solo il capitale dato che di borza ed azioni non ne capisca molto...

    è scattata l'operazione: Junior!!!!!!

    Questo è il delirio che si può scatenare in normalissime serate post-lavoro.... volete farne parte?!?!? Decliniamo ogni responsabilità...
    21 januari

    S.Siro

    Fa freddo oggi... proprio oggi, cazz! e poi devo capire nella mia zona (vle coni zugna) c'è sempre nebbia!!! sarà per il parco solari...boh! Ma fatto è che oggi, dopo anni di assenza, rimetterò piede in quella che è stata la mia seconda casa per circa 10 anni....il tempio del calcio, San Siro... stadio Giuseppe Meazza di Milano! Ma per la prima volta, non sarò tra "la mia gente", in curva, sarò in rettilineo! Il mio capo mi ha chiesto di andare, dato che mi conosce come ex-super interista ed aveva un biglietto in più. Fatta la procedura per il cambio del biglietto nominale, siamo pronti ad andare. Che strana sensazione... ai tempo a quest'ora ero già allo stadio, a girare con altri ragazzi, a fare "ronde", mangiare i classici panini, bere birra e scherzare tra noi... preparare il materiale da portare su, nascondere le torce ed i fumogeni nei posti più strani, nascondere gli striscioni o le bombolette per farli al momento... Oggi, sarò un tifoso tranquillo, senza intenzioni di guerriglia urbana, seduto al mio posto e non in piedi su una transenna, spalle al campo con un megafono in mano ad urlare alla mia parte di curva di cantare... oggi, guardando la curva, il mio settore, lo striscione del mio ex-gruppo, avrò sicuramente tanta nostalgia di quei tempi.
    Quanti ricordi, quante avventure, quante botte!
    E vediamo come mi accoglierà s.siro! se sarà felice di vedermi come tifoso tranquillo, "civile" dato il mio giuramento "non metterò più piede allo stadio per una partita sola e se lo farò, sarà in curva"! Se dovesse andar male la partita, capirò che il tempio del calcio non mi vorrà più tra i suoi discepoli.
    Amala!

    matrix has you ;)
    18 januari

    Sparta is Back

    Signore e signori... buonasera! Sono tornato!
    no, non sono tornato ora da kiev....nel senso che sono tornato qua a scrivere!
    Ne è passata di acqua sotto i ponti! è successo di tutto...viaggi, gite, nuove persone conosciute, tante persone che non vedevo da tanto, la minimoto, le uscite in pista, le cadute in pista, gli amici con cui andarci e mettere a posto la motina la sera, LA MACCHINA NUOVA da novembre, gli amici dell'alfa club, le prove con la moto vera, le serate al cool night di ivan e poi chi sa quante cose ora non mi vengono in mente o meglio non dire!!!!
    Insomma.... a parte il lavoro che mi tiene fuori di casa stabilmente fino alle 20, mi gira tutto alla grande!!! A breve ci sarà la festa per il mio primo compleanno di rinascita... mai stato coinvolto in così tante cose come in questo anno!!!
    Per stasera basta così... giusto un articoletto senza cambiare niente altro.... da domani, butterò su qualche foto e se trovo una bella canzoncina da mettere, cambierò questa che ormai avrà un po' stufato!
    Ciao assidui lettori!!! a brevissimo un articolo con una delle mirabolanti avventure di.... SPARTAKUS!!!

    matrix has you ;)
    05 oktober

    Week-End fuori porta

    Dopo quasi un mese senza respiro, torno a galla per prendere una boccata veloce d'aria e scrivere qualcosa.
    Di tutto quello che è successo, la cosa più degna di nota è forse la follia che mi accingo a compiere.
    Un giorno penso e decido in un secondo "quel week-end vado a Kiev"
    Detto fatto. Prenotato i biglietti dell'aereo, prenotata la stanza in albergo con la collaborazione di una fanciulla, preparato i soldi ed ora manca solo piccolo particolare ma siamo pronti alla partenza!
    Giusto un fine settimana...si parte e si torna domenica sera.... da pazzi.... ma dato che tutti mi dite che sono un pazzo, mi comporto da tale :D
    Poi mi è venuto in mente che la nazionale debba giocare proprio contro l'Ucraina... guardo subito ma scopro che giocano in Italia...
    pazienza, non sarei andato a vederla lo stesso.
    La cosa che mi terrorizza non è il volo aereo, non è il fatto di essere lontano da Milano in mezzo a gente che non sa per niente la mia lingua... è il fatto che io non parli NIENTE di inglese e devo ritirare i biglietti dell'aereo scalo per scalo!!!!!!! è questo che mi terrorizza!!!! ma dai... me la son sempre cavata, dovrei riuscire a cavarmela anche questa volta.... spero!!!!
    Si prospettano 2/3 giorni di adrenalina ai massimi livelli! mai fatto una "pazzia" del genere ed ogni cosa mi eccita da morire!!!
    pensatemi!!!!!! Concentratevi e lanciatemi qualche nozione di inglese... mi servirà!!!!!
    Se tutto va bene, ci sentiremo lunedì... altrimenti vi scriverò da francoforte o da kiev!

    Per ora è tutto, ora mi metto a sistemare le ultime cose, sistemare un po' la minimoto, in particolare la registrazione dei freni dato che dopo le uscite in pista di sabato/domenica sotto la pioggia han bisogno di qualche controllo.

    Ora, alziamo il jolly roger ed andiamo all'attacco!!!!! (è stata appesa storta volontariamente)
    13 september

    Killer all'improvviso

    Era una tranquilla domenica, iniziata molto presto, dopo aver dormito 3 ore, per alzarsi e vedere la motogp. Spettacolare con la speranza fino all'ultimo istante che il Capirex beffasse il Rossi nazionale all'ultima staccata. Che roba gente! E vedere Loris ridere e scherzare così anche dopo aver perso, ti lancia una lezione di sportività che molti dovrebbero imparare. Subito dopo, l'incubo! Stavano tornando a casa i miei!!!! La casa era un disastro!!! Come possibile notare dalle ultime foto della minimoto, in sala c'erano due motine, attrezzi sparsi ovunque, chiazze d'olio sparse per la casa, segni di BURNOUT effettuati in camera, in casa, taniche di benzina ed un leggerissimo odorino di miscela bruciata. I piatti erano da lavare, la cucina da sistemare, il bagno da pulire dai residui dei liquidi delle mini.... insomma era un disastro!!! Eppure son riuscito a rimettere a nuovo la casa in neanche un'ora!!! Odore a parte :S
    Passa il pranzo, cerco di guardare il gp di F.1 ma inevitabilmente mi addormento al 12° giro.
    A fine gp, mi arriva un sms "andiamo a casal monferrato? improvvisiamo... chiama chi devi e ti passo a prendere dopo". Bella!!! 10 min e son pronto sotto casa per essere raccolto e dirigerci a prendere altre persone. Il viaggio è un continuo chiamare un amico. Lo chiamiamo TUTTI contemporaneamente... chi sul numero vodafone, sul tim, a casa...
    Ma finalmente arriviamo a destinazione dopo esserci persi qualche volta...
    E qua c'era chi doveva vedere un negozio, chi prendere una coca, chi cercare un posacenere ed io dovevo cercare un posto per svuotare la vescica --- ore 17.
    Dopo aver vagato, andiamo in gelateria e tutti avevano risolto le proprie richieste.... io dovevo ancora svuotare la vescica.
    Alle 19 andiamo al luna-pOrk e vediamo la bancarella per sparare e vincere qualche peluche.
    Io e vale ci armiamo.. io Desert Eagle, lui Beretta. DUE CECCHINI! in un attimo abbiamo finito i caricatori con punteggio.... 39/40 per entrambi... bene bene bene.... cosa vinciamo? due pistoline a molla col mirino laser... :D le vogliamo!!! Da quel momento è stato un degenero. Simulati film, combattimenti, frasi, posizioni, cercato di uccidere gente varia... In macchina, durante il ritorno è successo di tutto.
    Mentre andavamo, ho preso la pistoletta e mi son buttato fuori dal finestrino all'urlo di "VALE DACCI DENTRO CHE LI FOTTIAMO QUEGLI STRONZI!!!" Tutto il viaggio a giocare a mirare cartelli stradali, puntare il mirino sulle gomme delle altre macchine o sui serbatoi...
    Intanto alle 21 la mia vescica era sull'orlo dell'esplosione. Non c'è molto da dire... penso che le foto possano parlare da sole di quello che è stata la giornata.... c'è giusto una foto "seria"... la metto giusto per!
    Dai, ora provo a mettere le foto, sperando di non avere casini con linux visto che sono un bel lameronzolo e non riesco ad usarlo molto bene :P
    Ciao gente, in campana!!!!!!
    10 september

    Minimoto e papà!

    Rieccoci qua, gente! Torna Settembre, torna la scuola ma il lavoro rimane sempre, non stacca mai! Esatto!!! quest'anno le ferie sono state praticamente un miraggio a causa di lavoro estremo, urgente e delicato per una multinazionale in cui siamo stati coinvolti io ed un collega... progettare e realizzare una migrazione da NT a 2003, interfacciandoci con la casa madre inglese in fase di progettazione e nelle notti di messa in produzione delle macchine. Il mio inglese "maccheronico" è stato, tutto sommato capito ed ho capito anche quel che mi veniva detto e ripetuto mille volte. La cosa importante è che tutto sia andato molto meglio del previsto ed ora si stanno terminando gli ultimi lavori, quelle cose che in una migrazione e centralizzazione di diverse sedi, ti porti dietro per mesi. A parte questo, vacanze ok anche se improvvisate per causa di forza maggiore (lavoro) ma la cosa formidabile è avvenuta con una pazzia, una cosa saltatami in mente un giorno. Una minimoto. Partiamo direttamente dall'attuale, visto che la "0" ha avuto vita molto breve con qualche risvolto negativo per il mio fisico. Un giorno, scrivo una mail ad un amico e dico "minimoto?"... risposta "sei un pazzo! mi piace!". Dieci minuti e ne avevo ordinate due! Arrivano e mio padre non mi saluta neanche più, mia madre arrabbiata. Così per qualche giorno, poi un giorno non avevo voglia di mettermi a smontare tutto da solo e così ho chiesto a mio padre un aiuto vista anche la sua LEGGERISSIMA esperienza nel campo dei motori.

    La prima risposta è stata "no, non ho voglia" ma dopo dieci minuti, entra in camera e mi dice "se domani torni presto dal lavoro, dimmelo che la portiamo in cortile e vediamo cosa possiamo fare".

    Da quel giorno mio padre è diventato un altro. Non lo riconosco più! Questa minimoto lo ha fatto uscire di testa! Il giorno dopo, l'ha portata in sala, messa sul tavolo, sul cavalletto e l'abbiamo smontata, modificata, pulito motore, sistemata vite per vite! era rimasto solo il telaio e per tutta la sala c'erano pezzi di motore, freni, carbutatore... mio padre che si divertiva come un bambino! Mi ha parlato per dalle 14 alle 20 di motori a 2 tempi, 4 tempi, differenze, progettazioni, motori che ha progettato per l'alfa corse, i modi artigianali per sistemarli, insegnato vecchi trucchi del mestiere, cosa faceva quando lavorava nei box con quei bolidi... di tutto e di più come non abbiamo mai parlato in 25 anni che viviamo insieme! L'abbiamo rimontata e sono arrivati i miei amici... partito lanciato a parlare con loro dei lavori fatti e di cosa si deve fare per rendere migliori quei motori (senza aver mai visto un motorino del genere).

    Il giorno dopo era su internet a cercare i pezzi, a documentarsi sui pezzi che venivano consigliati e cercare gli schemi dei pezzi in gioco. Tirato fuori libri vecchissimi di motori e, dopo aver segnato le parti importanti, me ha dato il tutto da studiare per capire quello che si deve e non farlo solo perchè così "è meglio". Un giorno mi ha detto "smontiamo ancora la motina? ho voglia di vedere se un pezzo visto possa andar bene... e se è come dico io, lo possiamo modificare così per farlo rendere di più a patto che tu non vada a certi regimi per tot tempo". è impazzito! Io sono strafelicissimo di tutto questo! Non ho mai avuto un rapporto del genere con mio padre! ora che è al mare, mi chiama per sapere se ho ordinato gli strumenti che mi diceva, per sapere se abbia fatto certe modifiche e sapere se vadano bene o meno. Ci siamo avvicinati in modo spaventoso. Lui è andato in giro di sua voglia a cercare la candela giusta, pezzi vari, ha telefonato alle aziende principali... Veramente, questa cosa mi ha riempito il cuore, mia mamma è sorpresa da come mio padre sia "rinato" per un 50ino su un telaio a traliccio ed una carena da moto stradale.

    Non so quanto durerà questa minimoto ma le devo tantissimo. Grazie a lei posso dire di aver scoperto mio padre dopo 25 anni ed ho scoperto come mi diverta anche io, con una naturalezza incredibile, a smontare e trovare i problemi e sistemarli in poco tempo! Anche con le mini degli amici... sarà una cosa di sangue di famiglia.Ogni volta che ci penso mi vien quasi un nodo un gola per la felicità che mi ha dato questo nuovo rapporto con mio padre.

    Non verrà mai a vedermi girare in pista perchè se mi dovesse veder cadere si spaventerebbe troppo. Però ogni volta che torno a casa gli spiego cosa non va e lui sa già cosa sistemare e dove intervenire con una precisione terrificante! E sono circa 30 anni che non apriva un motore! La cosa che più mi riempie il cuore è che ne parla anche coi miei amici e loro ascoltano, fanno domande, parlano... poi vengono da me e dicono "priux, tuo padre è fenomale! Una sera bisogna assolutamente mangiare insieme a tuo padre e farci raccontare tutto sui motori, di quando lavorava...".

    Ormai è stato denominato Ing. Elio anche se non è proprio un Ing. e casa mia, in particolare il solaio, si è trasformata in un'officina super attrezzata.

    A qualcuno non piace molto l'idea di vedermi su una minimoto e non vuole neanche sapere di vedermi una moto vera, una vera stradale... "di dicuro vai forte, non hai la testa da persona normale quando guidi, sei troppo pazzo...istintivo...hai la velocità che ti scorre dentro... su una moto ti faresti molto male e non voglio che succeda". Ma questo è un altro discorso di cui si parlerà più avanti.

    Quello che voglio dire stasera, questa notte, è grazie alla mia motina, alla mia perlina nera, per avermi fatto scoprire mio padre, per avermi dato la possibilità di passare intere giornate e serate con mio padre a studiare quel piccolo motore bevendo una birra... a fare pazzie come accendere la motina in casa con gli insulti di mia mamma... sembriamo due ragazzini di 15 anni... solo che io ho 25 anni, lui 68!

    Grande papà, sei un forte!

    E la canzone non è per mio padre ma per una fanciulla che odia la mia motina.

    (ps. sto attento, non mi faccio male non ti preoccupare. Tanto anche se cadessi mi rialzerei da solo come sempre, non stare in pena per me)

    04 september

    Addio Capitan Facchetti *

    INTER:
     

    Caro Cipe,
    non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
    Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
    Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
    Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
    Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
    Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
    Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

     

    Massimo Moratti

     

    Era già Sua la storia. Ora siede sul trono dell’Eternità.
    Giacinto Facchetti ci ha lasciato troppo velocemente per non confondere, in questi attimi, il dolore e la rabbia,  il senso d’ingiustizia e la preghiera. Ci ha lasciato dopo aver giocato, con determinazione e stile, l’ultima partita. Spinto nel campo del dolore da un destino nascosto, improvviso, bastardo. L’atleta, nella testa e non solo nel fisico, nella morale e nei riti di una vita quotidiana all’insegna della lealtà e dello sport, ha lasciato il posto all’uomo di 64 anni sorpreso, colpito, ferito, ma non vinto. Ha stretto i denti, ha combattuto sorretto dall’affetto dei suoi cari, di Massimo Moratti, di tutta l’Inter e di tutti gli interisti, mai abbandonato dal campionato infinito di amici che aveva, che ha, che lascia attoniti, storditi, in Italia e nel mondo. Oggi ci ha lasciati il diciannovesimo presidente della storia dell’Inter, il campione nerazzurro e azzurro indimenticato e indimenticabile, il dirigente italiano stimatissimo in Fifa e Uefa,  il marito, il padre, il nonno, l’amico.
    Oggi ci ha lasciato Giacinto Facchetti, una persona per bene.

    F.C. Internazionale

     

    -

    È successo tutto in un maledettissimo giorno uguale a tanti altri. Un giorno senza segnali, senza avvertimenti, un giorno col cielo al suo posto, e non c’era modo di capire che un attimo dopo, si sarebbe capovolto. Quanto ci mettono a dirti che il tempo ti si è ristretto e non hai più garanzie? Pochissimo.
    Per Giacinto Facchetti, quel giorno era stato fino a quel momento normale. Poi è seguito il silenzio. Lo chiedeva lui, anzi lo chiedeva quella famiglia così incredibilmente bella e unita che aveva intorno, con lui faceva un tutt’uno, erano qualcosa di raro, i Facchetti, tutti avremmo voluto una piccola parte in una famiglia così. Adesso, anche a loro, resta questo.
    Le immagini di un ragazzo diventato uomo correndo dietro a un pallone, e rimane una grande lezione di vita, perché era un uomo pacato capace di grandi slanci, corretto fino all’inverosimile, per cui nemico acerrimo di tutte le slealtà, fortissimo, integro, figlio della provincia ma abituato a sedersi a qualsiasi tavola.
    Era un uomo da re e da operai. Era un amico leggendario. Era un eroe da romanzo, Arpino lo sapeva bene. Un romanzo di vita, di classe, di essenzialità.
    La prima cosa che faceva dopo le partite, era chiamare casa, i suoi figli, e Massimo Moratti. Troppe volte, quando qualcuno scompare, di lui si cercano le solo le cose buone.

    Il fatto è che di Giacinto Facchetti puoi dire solo quelle, che di cose cattive non ne trovi. Le malattie sono bastarde. Colpiscono a caso, non interessa se uno è stato buono, cattivo, perfido. Se lascia molto amore o poco. Giacinto lascia senz’altro molto amore, e quindi un infinito dolore, dietro di sé. Ma forse è sempre così. Una cosa è la conseguenza dell’altra.
    Vengono in mente tante cose. Quando raccontava di suo nonno che aveva l’Unità in tasca, e quando invece parlava del suo oratorio, dove giocava da piccolo. L’attenzione affettuosa, mai abbandonata, con cui si riferiva a Helenio Herrera. I diari del Mago li aveva tenuti lui.
    L’amicizia profonda, nata che erano due ragazzi, che lo ha legato a Massimo Moratti. Fino all’ultimo, uno c’è stato per l’altro, e l’altro c’era. Credendo in un miracolo, perchè tutti ci abiamo creduto. Se c’era un uomo che se lo meritava, quello era Giacinto Facchetti. Ed era talmente forte, talmente integro, che a volte il miracolo sembrava arrivare.
    La rabbia che lo prendeva quando capiva che ci stavano fregando, e lo facevano da tanto, troppo tempo.
    La fretta con cui si alzava da tavola, negli alberghi, se c’era una partita in televisione.
    La chiarezza con cui inquadrava caratterialmente un giocatore.
    Il suo odio per il fumo, su questo era intransigente.
    La gentilezza con cui parlava. La lettera che scrisse alla sorella di George Best, lo scorso anno, in ricordo di un campione diversissimo da lui, ma che aveva sempre stimato.
    E la dignità con cui passò oltre la scomparsa della propria sorella, cancro, anche lei, e invece la felicità del suo primo giorno da nonno.
    La fermezza che aveva. I suoi occhi, così chiari. L’amicizia che dava e che ci si trovava a dargli. Lunghe ore a parlare, a valutare, a raccontarsi. Storie di calcio e di vita, giorni buoni e cattivi, una tale infinità di giorni insieme da pensare che non sarebbero finiti mai. E poi, mai così. Fino a quel giorno in cui ci ha chiesto silenzio e tutti abbiamo obbedito, stando ad aspettare un miracolo.
    Quando le cose finiscono, ti chiedi dove vada a finire tutto questo, se in cielo, in un’altra dimensione o in niente. Certo, ti resta nel cuore. Ma in questo momento, per tanti di noi è un cuore spezzato. È andato a pezzi in un giorno maledettamente uguale a tanti altri. Senza segnali, senza avvertimenti, col cielo che se ne stava come sempre al suo posto.
    Si è capovolto all’improvviso.

    Di Susanna Wermelinger

     

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    IL RICORDO DI JAVIER ZANETTI
    Javier Zanetti "C'è un immenso dolore da parte di tutti noi e da parte di tutta la famiglia nerazzurra. Giacinto ci mancherà moltissimo perchè era una persona straordinaria, un essere umano molto molto buono, in tutti i sensi. Ha fatto parte e farà sempre parte della storia dell'Inter. Oggi è un giorno molto triste anche perchè lui è sempre stato vicino a noi, vicino a tutti. Ripeto: Giacinto ci mancherà tantissimo".

     

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    LA CARRIERA

    Giacinto Facchetti nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 18 luglio 1942. Inizia a giocare a calcio nella squadra del suo paese, ma è portato per lo sport in generale, infatti ottiene buoni risultati anche nei campionati giovanili di atletica leggera. Già a sedici anni è un promesso campione del pallone, conteso dall’Atalanta, la società di Bergamo, e dall’Inter che, alla fine, si aggiudica il ragazzo dal fisico poderoso e che, in maglia nerazzurra, diventerà una leggenda.
    Facchetti esordisce nel massimo campionato italiano di calcio il 21 maggio 1961 allo stadio “Olimpico” di Roma: l’Inter vince 2-0. La domenica dopo, a Milano contro il Napoli, Facchetti segna il primo dei 59 gol realizzati con la maglia nerazzurra. E’ Helenio Herrera, l’allenatore dell’Inter più forte di sempre, dell’Inter che ha saputo vincere scudetti, Coppe Campioni e Coppe Intercontinentali, che esalta al massimo le qualità di Facchetti: terzino sinistro, sa difendere e attaccare, è talmente bravo in fase offensiva che, alcune volte, viene schierato persino nel ruolo di attaccante.
    Facchetti, da calciatore, nell’Inter vince 4 campionati italiani, 2 coppe dei Campioni, 2 coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia. In totale, con la maglia nerazzurra, disputa 476 partite di campionato. Straordinaria anche la sua carriera nella Nazionale italiana: 94 partite, per 70 volte capitano della squadra azzurra, campione d’Europa nel 1968 e vice-campione del Mondo nel 1970 in Messico.
    Conclusa la carriera da calciatore, Facchetti intraprende quella da dirigente. Sempre e comunque al fianco dell’Inter, società per la quale ricopre diverse cariche: da vice-presidente a “ambasciatore” nel mondo, da membro del Consiglio d’Amministrazione a direttore tecnico. Il 30 gennaio 2004 Massimo Moratti gli lascia la massima carica: Facchetti è il primo calciatore della storia nerazzurra a essere nominato Presidente. Sotto la sua gestione l’Inter vince uno scudetto, due edizioni della Coppa Italia e due della Supercoppa Italiana.
    Da sempre considerato un calciatore simbolo del calcio mondiale, ricopre divese cariche istituzionali anche in Fifa e Uefa insieme con i grandi campioni che hanno scritto la storia dello sport.

    J.ZANETTI: "GIACINTO CI MANCHERA' TANTISSIMO"
    "C'è un immenso dolore da parte di tutti noi e da parte di tutta la famiglia nerazzurra. Giacinto ci mancherà moltissimo perché era una persona straordinaria, un essere umano molto molto buono, in tutti i sensi. Ha fatto parte e farà sempre parte della storia dell'Inter. Oggi è un giorno molto triste anche perché lui è sempre stato vicino a noi, vicino a tutti. Ripeto: Giacinto ci mancherà tantissimo".


    IL MILAN: "BANDIERA DI COMPORTAMENTO E STILE, ERA E RESTERA' SEMPRE UNO DEI SIMBOLI PIU' VERI DI MILANO"
    MILANO (ANSA) - "Era e resterà per sempre uno dei simboli più veri e autentici del patrimonio di una Milano calcistica irripetibile e indimenticabile": così sul sito rossonero, il Milan ha rivolto "vere e sentite condoglianze ai congiunti di Giacinto Facchetti ed a tutti i suoi amici, i suoi collaboratori che hanno lavorato e condiviso emozioni con lui in tanti anni dedicati all'Inter". "Sportivo vero - si legge sul sito del Milan - appassionato di calcio nel senso più partecipe del termine, ha fatto del comportamento e dello stile una bandiera sia in campo che fuori. Tutti gli sportivi milanesi e gli sportivi di tutta Italia erano in ansia per lui ormai da mesi. Oggi, la notizia. Tutti i tifosi del Milan, e tutte le persone che vivono e lavorano nel Milan, l'hanno accolta costernati".


    JUVENTUS: "SCOMPARE BANDIERA DEL CALCIO MONDIALE"
    TORINO (ANSA) - Con la scomparsa di Facchetti si perde "un simbolo e una bandiera del calcio mondiale". Con queste parole , pubblicate sul suo sito internet, la Juventus partecipa al lutto per la morte del presidente dell'Inter. "La Juventus - si legge sul sito - apprende con infinita tristezza la notizia della scomparsa di Giacinto Facchetti si unisce al dolore della sua famiglia, dell'Inter e dei suoi tifosi e di tutti gli sportivi italiani per la perdita di un simbolo e di una bandiera del calcio mondiale".



    LA RUSSA: "NESSUNO HA POTUTO PARLARNE MALE "
    MILANO (ANSA) - "Quando uno muore tutti ne parlano bene, ma la sua grandezza è che nessuno è mai riuscito a parlane male in vita". È questo il commento a caldo alla notizia della morte di Giacinto Facchetti di Ignazio La Russa, a Milano per un vertice con il sindaco Letizia Moratti. Il capogruppo di An alla Camera, tifoso nerazzurro, ha poi raccontato di aver ricevuto una telefonata dal presidente dell'Inter a fine luglio. "Mi ha detto - ha spiegato La Russa - che sarebbe andato qualche giorno in vacanza prima di tornare in ospedale. L'ho incoraggiato, ma purtroppo sapevamo che la sua era una battaglia impossibile".


    PANIZ: "HA RAPPRESENTATO EPOCA DI SUCCESSI"

    ROMA (ANSA) - "Esprimo vivo cordoglio alla famiglia e all'Inter per la scomparsa di un campione dentro e fuori il terreno di gioco. Giacinto Facchetti ha rappresentato un'epoca di successi sportivi ed umani, esempio vivissimo di lucida dedizione alla propria squadra ed alla propria società ma anche di un comportamento educato e collaborativo nei confronti dei compagni di squadra, degli avversari e di tutto il mondo del calcio e dello sport. L'Inter e l'Italia perdono un grande punto di riferimento". Lo afferma, in una nota, l'on. Maurizio Paniz, presidente dello Juve Club Montecitorio.


    LANDOLFI: "TRISTI TUTTI SPORTIVI ITALIANI"
    ROMA (ANSA) - "La morte di Giacinto Facchetti rattrista non solo i tifosi interisti ma tutti gli sportivi italiani. Con lui se ne va non solo un campione dalla classe purissima ma un esempio di correttezza, di sportività e di onestà di cui ha dato prova dentro e fuori il rettangolo di gioco. Da oggi il calcio italiano è sicuramente più povero". Lo afferma Mario Landolfi, deputato di An.


    COSSUTTA: "SE NE VA IL SIMBOLO DEL CALCIO ONESTO"
    ROMA (ANSA) - "Se ne va un uomo esemplare e scrupoloso. Con lui se ne va un simbolo del calcio onesto". Così Armando Cossutta, senatore del Pdci e interista doc, ricorda "l'amico" Giacinto Facchetti, scomparso oggi a 64 anni. "Da interista provo un dolore immenso e un'amarezza profonda: abbiamo perso un campione del calcio italiano. Se ne va - aggiunge Cossutta - una persona gentile e cortese, dedita da sempre al suo lavoro, prima come calciatore e poi come dirigente. È il momento di stringerci attorno a Moratti e a tutta la squadra".


    FOLENA: "UMANAMENTE FANTASTICO"
    ROMA (ANSA) - "Una persona straordinaria, completamente atipica nel mondo del calcio". Così Pietro Folena, deputato del Prc e interista, ricorda Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter. "L'ho conosciuto - prosegue Facchetti - e umanamente era fantastico, oltre che essere stato un giocatore indimenticabile. Una delle ragioni per cui l'Inter è rimasta fuori dalle vicende di 'calciopoli' è legata proprio alla personalità del suo presidente Facchetti".


    COSMI: "SE NE VA UN ESEMPIO"
    PERUGIA (ANSA) - "Con Giacinto Facchetti se ne va un esempio di quello che significhi essere un dirigente sportivo, all' insegna della lealtà, della signorilità e della competenza ed in un momento come questo, per il calcio è una grande perdita". Serse Cosmi ha reagito così alla morte del presidente dell' Inter. "Non è facile vedere uno che dal campo passa alla scrivania - ha detto il tecnico perugino - riuscendo a portare avanti gli stessi valori che lo avevano sempre contraddistinto da calciatore, non tradendo mai il rispetto dell' educazione e dei giusti comportamenti, come ha sempre fatto Facchetti". Per Cosmi "la perdita più grande è senz' altro per l' Inter e per i suoi tifosi". "Ma in questo momento - ha concluso - tutti ci sentiamo privati di qualcuno verso il quale la stima era unanime".


    MELANDRI: "RAPPRESENTANTE DELLO SPORT PULITO"
    ROMA (ANSA) - "Apprendo con dolore la notizia della morte di Giacinto Facchetti, un grande uomo e un protagonista indimenticabile della storia dello sport italiano". Così il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Giovanna Melandri, ha voluto ricordare il campione nerazzurro scomparso oggi. "Bandiera della nazionale e dell'Inter, ha saputo, una volta ritiratosi dal calcio giocato - prosegue il ministro -, dimostrare grandi doti manageriali restando, negli anni, degno rappresentante di un calcio pulito e esempio per i giovani di quei valori di lealtà sportiva e rispetto dell'avversario che hanno fatto di lui un grande campione, sia in campo che fuori. La morte di Facchetti rappresenta una grave perdita per lo sport italiano. Esprimo la mia vicinanza alla moglie Giovanna e ai figli".


    LANDINI: "UN ESEMPIO DI STILE PER TUTTI"
    LUCCA, (ANSA) - "La scomparsa di Giacinto Facchetti lascia un vuoto difficilmente colmabile nel mondo del calcio e dello sport italiano in generale. Personalmente ho perso un grande amico. Abbiamo condiviso per anni la camera quando eravamo compagni di squadra all'Inter e con lui ho ricordi bellissimi anche in maglia azzurra. Un amico vero, un signore dentro e fuori dal campo, un esempio di stile per i giovani: per lui la serietà e l'onestà venivano prima di tutto". Così Spartaco Landini, attuale ds della Lucchese, ricorda Giacinto Facchetti.


    BERGOMI: "ERA IL MIO PUNTO DI RIFERIMENTO"
    LONDRA (ANSA) - "Un giorno più triste non potevo immaginarlo". Giuseppe Bergomi, una delle bandiere nerazzurre, commenta così da Londra la morte del presidente dell'Inter. "Era il mio punto di riferimento in società, una persona squisita, un esempio per tutti. Giacinto era considerato il top non solo nell'Inter ma anche nel calcio internazionale come ho avuto modo di constatare seguendo le partite nel mondo come commentatore. Un uomo buono, gentile e onesto stimato e apprezzato da tutti. Come calciatore - conclude Bergomi - non ho avuto il piacere di vederlo giocare ma posso dire, da collega difensore, che uno che fa 59 gol da terzino non può che essere un calciatore straordinario".



    RIVA: "ERA IL CAPITANO DELLA MIA GENERAZIONE"
    FIRENZE (ANSA) - Il capitano di una intera generazione, quella di Gigi Riva. Così Rombo di tuono, capocannoniere di tutti i tempi in azzurro e ora capo delegazione della Nazionale campione del mondo, ricorda Giacinto Facchetti. "Lui era il capitano di una generazione - ha detto Riva - una persona splendida, un dirigente onesto, una faccia pulita". Riva ha confessato che durante la malattia "non ho avuto il coraggio di chiamarlo". "Con Facchetti sono diventato campione d'Europa e vice campione del mondo. Lui era un atleta perfetto, non aveva vizi di alcun genere. Ricordo che in Nazionale stavamo tutti e due sulla fascia sinistra e quando avevo qualche difficoltà lui mi incitava e incoraggiava, da vero capitano. Da calciatore, come poi nella vita, mai un problema. E la Nazionale per lui era il massimo".

    CASINI: "UNO DEI SIMBOLI DEL NOSTRO PALLONE"
    ROMA (ANSA) - "Mi unisco ai tifosi dell'Inter e a tutti gli italiani ricordando le straordinarie imprese sportive e umane di uno dei simboli del nostro calcio. Giacinto Facchetti rimarrà sempre nei nostri cuori di appassionati di calcio e in quelli di tutti gli sportivi italiani". Lo afferma in una nota l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.


    BORDON: "COME UN FRATELLO MAGGIORE"
    FIRENZE (ANSA) - "Per me era come un fratello maggiore...". Il dolore per la morte di Giacinto Facchetti piomba su Coverciano ed ha il volto di Ivano Bordon, portiere dell' Inter per tutti gli anni Settanta e ora nello staff tecnico azzurro. L' ex numero uno nerazzurro non riesce a trattenere la sua emozione e scoppia in lacrime interrompendo il suo ricordo dopo pochi minuti. "Quando dalle giovanili dell' Inter arrivai in prima squadra - aveva detto Bordon prima di andar via coprendosi gli occhi con gli occhiali - fui messo in stanza con Facchetti, era il 1969 e allora si usava così. Lui era un esempio per tutti, cercava di aiutare tutti. È un peccato che i giovani di oggi non l' abbiamo potuto conoscere come calciatore". Bordon aveva ricordato anche, con affetto, quando nel '78, dopo un infortunio alla spalla, Facchetti era andato al Mondiale dell' Italia come capitano non giocatore. "L' avevo sentito al telefono 15 giorni fa - ha aggiunto Bordon - Gli dissi: Quando torno dalla Nazionale ti vengo a trovare...'".


    SEN.BURANI: "UN UOMO PARTICOLARMENTE SENSIBILE"
    MILANO (ANSA) - "Giacinto Facchetti chiamò più volte in Commissione, quando noi sollecitammo la Lega per alcuni progetti in favore dell'infanzia: era un uomo particolarmente sensibile e perbene e voglio ricordarlo così". Lo afferma la sen. Maria Burani Procaccini, presidente uscente della Commissione Parlamentare Infanzia. "È stato un giocatore straordinario - dice Burani - e le 94 presenze in nazionale e di titoli conquistati lo dimostrano, ma era anche un manager attento ed onesto, così come la sua società calcistica a cui è stato sempre molto legato. Ma voglio che la gente sappia - conclude Burani - che, fuori dai riflettori, Giacinto Facchetti si adoperava per le iniziative in favore dell'infanzia".

     

    GAZZETTA:

    MILANO, 4 settembre 2006 - “Se ne è andata l’ultima bandiera”: frase sempre evocativa, spesso retorica e soprattutto fuori moda in un calcio business e senza anima. Ma questa volta possiamo proprio dire che l’ultima bandiera ha smesso di sventolare e, purtroppo, per sempre. Piange l’Inter, piange il mondo del calcio, per l’addio di Giacinto Facchetti, spentosi a 64 anni dopo una malattia dura e terribile, quanto veloce nel strapparlo ai propri affetti. Giacinto aveva scoperto il male solo pochi mesi fa: si è spento oggi all'Istituto dei Tumori di Milano. Lascia la moglie Giovanna e quattro figli: Barbara, Vera, Gianfelice e Luca (calciatore del Pergocrema in C2). Muore un mito, muore il capitano per eccellenza, ma si sa che i miti sono immortali e allora sembra di vederlo ancora lì. Sulla fascia sinistra ad interpretare per primo il ruolo di terzino fluidificante; a guardare la monetina che sanciva la vittoria italiana nell’Europeo casalingo del 1968; stampato per sempre nella formazione-mantra Sarti-Burgnich-Facchetti e via dicendo della Grande Inter di Helenio Herrera; monumento azzurro capace di accompagnare l’Italia attraverso 3 Mondiali con la folle e storica notte di Italia-Germania 4-3 a Messico ’70; e alla fine di recitare il ruolo di presidente nell’Inter di Massimo Moratti dopo aver fatto grande i nerazzurri di papà Angelo.
    GLI INIZI Giacinto era nato a Treviglio, provincia di Bergamo, il 18 luglio 1942: non ha mai abbandonato le sue radici (abitava a Cassano d’Adda) perché amava vivere nel verde dove ritrovava l’equilibrio. Padre ferroviere, madre casalinga, un fratello e tre sorelle: ambiente sereno e pulito, il massimo per crescere una speranza. Il grande amore con l’Inter nasce però da uno “sgarbo”. Facchetti venne raccomandato a 16 anni da Meazza per un provino all’Inter, ma venne scartato dai soloni della società. Lui si rivolse all’Atalanta, firmò, ma un factotum della società milanese lo convinse a rimanere inattivo fino a novembre e quindi passare all’Inter. Era il 1958, l’inizio della leggenda. Lo spilungone di Treviglio strappato all’atletica, lavora sodo: mattina a scuola, panini al volo, poi di corsa alla stazione (accompagnato in bici dal papà), treno, tram, allenamenti e ritorno.
    LA GLORIA Herrera lo vede e intuisce la stoffa del campione, fino a farlo debuttare il 21 maggio 1961 in Roma-Inter 0-2. La settimana dopo ancora in campo e partita sbloccata con un gol in Inter-Napoli 3-0. Facchetti cresce, supera le critiche di San Siro per una stagione opaca e nel 1963 si laurea campione d’Italia per la prima volta. E’ l’anno della conferma perché il 27 marzo debutta con l’Italia ad Instanbul con la Turchia (0-1). Non si sfilerà più la maglia azzurra: 94 presenze, 70 da capitano e 3 gol con il trionfo dell’Europeo 1968 e il titolo di vice-campioni del mondo nel 1970. Il Mago Herrera lo trasforma nel primo terzino-bomber della storia, il primo terzino fluidificante che attacca sulla fascia, il punto di riferimento di sua maestà Beckenbauer. Nel 1964 perde lo spareggio scudetto con il Bologna, ma si rifà con la Coppa Campioni e Intercontinentale. Il bis nel 1965 in Europa, nel Mondo e anche in Italia con il secondo scudetto. Il 1966 porta ancora tricolore e la prima fascia di capitano con l’Italia: a Milano il 1° novembre nel successo sull’Urss dopo la disfatta mondiale con la Corea del Nord (il ricordo più doloroso della carriera).
    LA FAMIGLIA Le vittorie si accoppiano con lo stile, l’eleganza e la serietà. Il matrimonio con il nerazzurro è felice e nel 1967 si “affianca” a quello di vita con l’amata Giovanna, conosciuta in una balera di Rivolta d’Adda. Viaggio di nozze ad Orvieto: lui in caserma per servizio militare, lei in una pensioncina. I quattro figli coroneranno il sogno d’amore. Sul campo Giacinto gioca e vince: il quarto scudetto arriva nel 1971 e l’ultimo successo è la Coppa Italia del 1978, quando la carriera è al termine. Saluta il campo a 36 anni, il 7 maggio ’78 in Inter-Foggia 2-1 con un autogol: quasi una beffa del destino per il terzino goleador che aveva collezionato 475 partite in serie A con 59 gol (634 in totale con 75 gol), tutto con la maglia nerazzurra.
    IL PRESIDENTE Dopo una brevissima parentesi di 9 mesi da vicepresidente dell’Atalanta nel 1980 (sempre il nerazzurro…), Giacinto rientrò in orbita Inter come dirigente nel 1985 con Pellegrini. Dieci anni dopo arriva Massimo Moratti: il simbolo è sempre al suo fianco, nel novembre 2001 diventa vicepresidente, soffre per il 5 maggio e dal gennaio 2004 è la bandiera del club. Miglior persona non si poteva trovare come 19° presidente dell’Inter, miglior carriera nerazzurra non poteva capitare al “Cipe”, come lo chiamava il Mago Herrera dopo che Buffon gli aveva storpiato il cognome in “Cipelletti” nel ’60.
    L’UOMO Lascia un uomo tutto di un pezzo: venne definito “terzino e gentiluomo”. Troppo poco per un giocatore che chiuse la carriera con la Nazionale come capitano non giocatore nel 1978. Poteva ribellarsi ad un ruolo non suo: invece zero polemiche, aiutò sempre Bearzot nel Mondiale argentino e trovò la “gloria letteraria” nell’eroe di “Azzurro tenebra”, il romanzo di Giovanni Arpino, suo grande amico e padrino di Gianfelice. Il gigante che da piccolo sognava di fare il muratore, perché era felice quando dal primo piano di una casa in costruzione poteva tuffarsi su un mucchio di sabbia, chiudeva una carriera esemplare (un solo rosso per un applauso ironico all’arbitro Vannucchi nel 1975 con San Siro) tra i dolci ricordi e la consapevolezza di essere un simbolo del calcio italiano. Sempre a testa alta, in campo e fuori, amato dagli interisti e non solo. Ci mancherà, sembra retorica, ma non lo è.

    CORRIERE:

    Era la bandiera e il simbolo dell’Inter, della Grande Inter di Helenio Herrera e dell’orgoglio nerazzurro dei Moratti, Angelo e Massimo. Questo era, e resterànel ricordodi tutti, Giacinto Facchetti, terzino sinistro classe 1942 e monumento del calcio italiano nel mondo.

    Facchetti nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 18 luglio. Da ragazzo, oltre al calcio, pratica atletica leggera, sport in cui ottiene ottimi risultati grazie al suo fisico poderoso. Alto, possente ed elegante, Facchetti
    cominciò la sua carriera la Trevigliese come attaccante. Nel 1961 Helenio Herrera lo volle nell'Inter impiegandolo come laterale sinistro con compiti sia difensivi che offensivi. Facchetti inventò in pratica il ruolo del moderno terzino d'attacco.

    Il 21 maggio 1961 lo stadio Olimpico di Roma ospita l’esordio in serie A: l’Inter batte i giallorossi 2-0. La domenica successiva il debutto nel tempio del calcio, San Siro. E' lui a segnare il primo dei tre gol nerazzurri. Nell’Inter di Helenio Herrera Facchetti si conquista stabilmente un posto sulla fascia sinistra di difesa interpretando, tra i primi in Europa, il ruolo di terzino fluidificante. E’ uno dei grandi protagonisti dell’Inter del mago Herrera, con cui vince 4 scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), 2 coppe dei Campioni (1964 e 1965), 2 coppe Intercontinentali e 1 Coppa Italia. In totale, con la maglia nerazzurra, disputa 476 partite di campionato.


     
    Esordì in Nazionale il 27 marzo 1963,
    chiamato dal ct Edmondo Fabbri per un incontro di qualificazione agli Europei a Istanbul contro la Turchia. Facchetti collezionò 94 presenze (e tre gol) in maglia azzurra (un record superato in seguito solo da Zoff e recentemente da Paolo Maldini, Del Piero, Nesta e Cannavaro). A soli 24 anni divenne capitano della Nazionale e lo fu per 70 incontri, primato tuttora ineguagliato. Ha disputato tre Mondiali: nel 1970, in Messico, gioca la storica Italia-Germania 4-3 e si laurea vice campione del mondo. Con la Nazionale divenne campione d'Europa nel 1968.
    Nel 1971 vince il quarto scudetto della sua carriera mentre nel 1978, dopo aver portato a casa anche una Coppa Italia, dà l’addio al calcio. Numeri da record in serie A per il terzino goleador: 475 partite e 59 reti (totale in carriera 634 con 75 gol). Chiusa la carriera, Facchetti continua da protagonista dentro la società.

    Dopo aver ricoperto il ruolo di vice presidente dell'Atalanta, Massimo Moratti lo volle con lui all'Inter nominandolo direttore generale. Dopo la morte di Peppino Prisco ricoprì il ruolo di vice presidente e, dopo le dimissioni dello stesso Moratti, fu nominato presidente nel gennaio 2004, il diciannovesimo nella storia del club nerazzurro. Sotto la sua gestione, l’Inter vince due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Alla straordinaria carriera sportiva e agli allori vinti con il suo club e la nazionale, vanno aggiunte le qualità umane. L’eleganza e la compostezza che tutti, nel mondo del calcio e non, riconoscevono al «terzino gentiluomo». Oggi, come ha scritto il sito dell’Inter, ci ha lasciato prima di tutto una persona per bene.

     

    Addio Presidente ma ancor prima Capitano. Non dimenticherò mai il giorno in cui ti ho stretto la mano. Chiamato Gigante Buono... compresi il perchè anche senza vederti giocare. Ora sei insieme a Peppino... che coppia! Non trovo altre parole...

    Ciao Capitano

    *

    11 juli

    CAMPIONI DEL MONDOOOO!!!

    "GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL

    E ALLORA DICIAMO TUTTI INSIEME!!!

    TUTTI INSIEME... QUATTRO VOLTE!!!!! SIAMO

    CAMPIONI DEL MONDO

    CAMPIONI DEL MONDO

    CAMPIONI DEL MONDO

    CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!!!!!!!!!!!

    ABBRACCIAMOCI FORTE E VOGLIAMOCI TANTO BENE!!!! VOGLIAMOCI TANTO BENE!!!!

    PERCHE' ABBIAMO VINTO!!!!

    ABBIAMO VINTO TUTTI STASERA!!! ABBIAMO VINTO TUTTI!!!!

    GUARDATE DOVE SIETE AMICI, PERCHE' NON VE LO DIMENTICHERETE MAI!!!!

    GUARDATE CON CHI SIETE, PERCHE' NON VE LO DIMENTICHERE MAI!!!

    E SARA' L'ABBRACCIO PIU' LUNGO CHE UNA MANIFESTAZIONE SPORTIVA VI ABBIA MAI REGALATO!!!!!

    FORSE UNO DEI PIU' LUNGHI DELLA VOSTRA VITA!!!

    ABBRACCIAMOCI FORTE!! ABBRACCIATEVI FORTE!!! E ABBRACCIATE SOPRATTUTTO QUESTA MERAVIGLIOSA SQUADRA CHE HA VINTO SOFFRENDO, CHE HA VINTO COME L'ITALIA NON ERA RIUSCITA A VINCERE AI CALCI DI RIGORE CONTRO LA FRANCIA CHE CI AVEVA SEMPRE ELIMINATO, CONTRO I FRANCESI CHE CI HANNO SEMPRE BATTUTI NELLE MANIFESTAZIONI DAL 78 IN AVANTI!!!

    E QUESTA VOLTA NO!!! QUESTA VOLTA NO!!! QUESTA VOLTA ABBIAMO VINTO NOI! E BEPPE....

    CI PRENDIAMO LA COPPA, BEPPE!!!!

    CI PRENDIAMO LA COPPA, BEPPE!!!!

    ...ARRIVA IL CAPITANO... ALZA LA COPPA, CAPITANO!

    ALZALA ALTA AL CIELO, CAPITANO!!! PERCHE' QUESTA E' LA COPPA DI TUTTI GLI ITALIANI, PERCHE' OGGI GRAZIE A VOI ABBIAMO VINTO TUTTI!!!!

    ALZALA ALTA PERCHE' OGGI E' PIU' BELLO ESSERE ITALIANI!!!!

    ALZALA ALTA CAPITANO!!!!

    ... USCITE PER STRADA... E FATE SENTIRE A TUTTI... COSA VUOL DIRE VINCERE UN MONDIALE IN ITALIA!!!..."

    CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!

    SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    I CAMPIONI DEL MONDO SIAMO NOI ITALIANIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!

    Scusate, mi ricompongo un attimo....

    Quello che avete letto sopra non è una canzone ma la telecronaca di Fabio Caressa, su sky dopo il rigore decisivo di Grosso!!!

    In quelle parole, c'è tutta la gioia di una Nazione!

    Ed ha ragionissima.... nel pub sotto casa... non lo dimenticherò mai!!!

    Subito un abbraccio con Vale, forte, lungo urlando di felicità!!!

    Una gioia esplosa fortissima, una gioia mai provata!!!!

    Non mi sarei mosso da Milano per NIENTE al mondo pur di vedere quella partita, non me ne sarebbe fregato niente di ragazza, amore o programmi vari!!! La ragazza sarebbe venuta con me a vedere la partita. E forse avrebbe mi avrebbe visto felice come mai lo sono stato in vita mia!!!

    E sono state proprio le parole che sono state rivolte a me e marcello nelle due partite, quando ci siamo scatenati a saltare, cantare di gioia come mai fatto!!! "va che roba!!! non li ho mai visti così felici!!! va che pazzi!!!!" e per dircelo pure Axel che ci conosce da 14 anni, vuol dire che lo eravamo veramente tantissimo!!!!

    dalle 22.41 alle 3 a gridare, cantare e saltare senza sosta!!!

    A petto nudo dal caldo immenso, immersi nella marea di gente, sotto quelle onde di bandiere tricolore!!!

    Ad abbracciare la gente dentro le macchine, a buttarci fuori dai finestrini per abbracciare gli altri....

    gente che mi abbracciava,cantava e saltava con me, io che facevo lo stesso con altri....

    PAZZI DI GIOIA!!!!

    mi spiace per chi si sia perso questa incredibile festa perchè non riesco a descrivere quello che sia successo qua a Milano, perchè niente avrà mai eguali a questa sera, perchè questa sera è entrata nella mia memoria e ci rimarrà per sempre!!!

    Tutti zitti, malelingue, che avete solo infangato la Nostra Nazione e Nazionale!!!

    BIRRA, CRAUTI E BAGUETTES...SU PER IL CULO!!!!!!!!!!

    A distanza di giorni, ho recuperato un filo di voce.... ieri ero afono e lavorare è stata un'impresa!!!!

    Lunedì ho risentito le telecronache per radio... ho sentito le musiche della premiazione.... we are the champions, notti magiche... a ripensare a quei momenti e mi sono emozionato a freddo, dopo aver ben capito quello che fosse successo... in macchina con due lacrime di felicità che son scese... mai successa prima d'ora... mai successa!!!!

    Raccontare come abbiamo festeggiato è impossibile, non saprei da dove partire e cosa dire!!!

    Quanti sms mandati/ricevuti... chiamate fatte/ricevute!!!

     
    Qua trovate il file audio del commentatore di sky... quello che ho scritto all'inizio!!!
     
     
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